11 Febbraio 2021

Giornata Mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza.

In questa giornata ci fa piacere dedicare qualche minuto alla figura di Mary Anning per la Giornata Mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza.

Mary Anning è nata a Lyme Regis il 21 maggio 1799. Ai più il nome di questo luogo in Inghilterra (per essere precisi nella contea di Dorset, lungo la costa meridionale) dice poco o nulla, ma agli appassionati e studiosi di paleontologia fa pensare subito al Giurassico.

Mary Anning la si può definire una paleontologa britannica. Fin da ragazzina raccoglieva fossili con il fratello e il padre sulle scogliere e spiagge della zona per poi rivenderli ai turisti. Nel 1811 insieme al fratello trova uno scheletro completo di ittiosauro.

Mary diventerà una raccoglitrice di fossili per professione, e fu autrice di molti ritrovamenti importanti nel campo dei fossili marini del Giurassico.

Le scoperte

Nel 1820 Mary, infatti, trova il primo scheletro parziale di plesiosauro, seguito due anni dopo da uno completo. Nel mondo scientifico del tempo le scoperte di Mary Anning suscitarono molto scalpore tant’è che addirittura il naturalista Georges Couvier mise inizialmente in dubbio la scoperta del plesiosauro.

La scarsa considerazione iniziale è dovuta a due fattori: 1) la posizione delle donne all’epoca, a cui non era concessa ammissione ad alcun circolo o associazione scientifica; 2) la sua umile origine sociale (a quei tempi la ricerca scientifica era interesse esclusivo delle classi più benestanti). Per fortuna il secondo ritrovamento e l’appoggio della Geological Society di Londra fecero ricredere Georges Couvier.

Successivamente fece altre scoperte sorprendenti: il primo Pterosauro ( anche se incompleto) in Inghilterra e diversi pesci fra cui Squaloraja. Mary morì molto giovane per un cancro all’età di 48 anni.

Il suo lavoro contribuì ai fondamentali cambiamenti del pensiero scientifico avvenuti nei decenni successivi senza però ottenere alcun riconoscimento durante la sua vita.Nel 2020 le vicende della paleontologa inglese sono state narrate nel film Ammonite Films

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